“L’aggravarsi della situazione libica coinvolge direttamente l’Italia, esposta in prima linea sul fronte energetico e su quello dell’immigrazione incontrollata. + doveroso che, in presenza di un quadro ovviamente più chiaro su quanto sta realmente avvenendo in Libia, il governo riferisca in Aula o, quantomeno, alle congiunte commissioni Affari Esteri di Camera e Senato”. Così il senatore Enrico Aimi, capogruppo di Forza Italia in commissione Affari Esteri.

“Dobbiamo primariamente difendere gli interessi nazionali, – aggiunge – con una politica lungimirante che trovi una sintesi con tutti i protagonisti in campo. Occorre assoluto equilibrio con i partner europei per provare a disinnescare una situazione esplosiva fatta di 150 Tribù e 300 milizie. Gli interessi legati alla spartizione degli introiti provenienti dal petrolio e dalle banche sono una autentica miscela esplosiva.

Ci permettiamo di ricordare quanto sia mai urgente realizzare un piano di intervento – sul modello di quello che venne adottato per la riappacificazione del Kossovo – per trasformare i miliziani in politici. Il percorso inverso rispetto a quello seguito dai signori della guerra che hanno portato le Tribù ad un’alleanza stretta con le milizie armate. La Libia, senza il coinvolgimento di tutte le parti in scena ad un unico tavolo, rischia ancora una volta di trasformarsi in una polveriera.

Urge un coinvolgimento massimo della diplomazia Italiana. Da qui passa anche il ruolo che l’Italia deve ricoprire nel Mediterraneo, dopo il disimpegno americano in quello scacchiere che ne ha aperto la corsa all’egemonia”.