“Il reddito di cittadinanza è un sussidio vero e proprio, è una forma di assistenzialismo fine a sé stessa, tanto che affidate ai centri per l’impiego, strutture già in difficoltà, la possibilità di far incontrare domanda e offerta di lavoro. Si tratta quindi di un’operazione complicata, sapendo bene che in questi anni i centri per l’impiego sono stati capaci di far incontrare solo il 3 per cento di domanda e offerta: saranno forse i fantomatici navigator a sistemare la domanda che emergerà dal reddito di cittadinanza? Secondo noi resterà soltanto un sussidio a pioggia senza alcun ritorno concreto per quanto riguarda l’effettivo collocamento al lavoro del popolo italiano”. Così il senatore di Forza Italia, Dario Damiani.

“A spingere la crescita sono soltanto gli investimenti pubblici, che hanno un moltiplicatore superiore all’1 per cento. La matematica non è un’opinione, non è un sondaggio che si fa sulla piattaforma Rousseau. Forse però – aggiunge – a questo Governo l’unico moltiplicatore che interessa è quello del consenso, ma è comunque una visione di basso, bassissimo profilo, che soprattutto nei prossimi mesi può produrre rabbia sociale, considerato che la possibilità di dare a un singolo 780 euro, diversamente dal reddito medio di un operaio o di un agricoltore che percepisce 1.200 euro al mese, creerà inaccettabili diseguaglianze”.

“Avete stanziato 10 miliardi di euro sul reddito di cittadinanza perché ci sono 6,5 milioni di poveri ma con questa misura ne accontentate soltanto un milione e mezzo. E agli altri 5 milioni cosa direte? Che cosa avete previsto? Se bisogna aiutare tutti – conclude Damiani – occorre farlo con misure assolutamente concrete. Con queste misure – lo dico con grande umiltà – bisogna fare molta attenzione, perché rischiate di farvi politicamente molto male”.