“In Italia abbiamo un presidente del Consiglio per procura. Non lo diciamo noi, ma lo afferma incredibilmente lo stesso premier Giuseppe Conte, sostenendo in modo esplicito in ben due interviste di aver ricevuto dai suoi vice il mandato a trattare con l’Europa sulla manovra. Un negoziato che può dunque condurre solo attraverso l’indispensabile via libera di Salvini e Di Maio. Verrebbe da fare facile ironia, immaginando il capo del governo italiano costretto a presentarsi da Junker stringendo in mano il permesso dei genitori”. Lo dichiara Anna Maria Bernini, capogruppo dei senatori di Forza Italia.

“Ma la questione, purtroppo, è molto più seria, perché in ballo c’è la Costituzione italiana che all’articolo 95 dispone: ‘Il presidente del Consiglio dei ministri dirige la politica generale del governo e ne è responsabile’. Invece, siamo di fronte a un premier che per sua stessa ammissione invece di dirigere è eterodiretto, con un guinzaglio neanche troppo lungo. Tutto ciò è inaccettabile perché oltre a essere una violazione delle norme costituzionali, un premier a sovranità limitata ci rende deboli e poco credibili in Europa e nel mondo, proprio quando ci si deve presentare nei consessi internazionali a discutere di temi fondamentali per il destino e il futuro del nostro Paese”, conclude.